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Il piano di e-gov piemontese

Il Piano di azione piemontese parte dal presupposto che “la PA deve diventare fornitore di un cliente che si chiama cittadino o impresa. Di conseguenza, occorre progettare infrastrutture e servizi perché il livello di interazione migliori”.
I temi principali su cui si articola sono pertanto:

  • la definizione dei ruoli;
  • l´individuazione di obiettivi strategici.

Con il trasferimento di funzioni e compiti amministrativi dal centro alle periferie, gli Enti territoriali sono infatti chiamati a raggiungere nuovi obiettivi. La Regione, elemento centrale della riforma dello Stato in senso federalista, “è chiamata a svolgere un ruolo di impulso e coordinamento nel ridisegno del sistema delle collettività locali”; “la Provincia, Ente locale intermedio tra Comune e Regione”, rappresenta “il riferimento in ambito territoriale di interessi finalizzati alla costruzione, diffusione, gestione e sostegno del nuovo sistema informativo a livello territoriale e svolge un ruolo di back-office e di assistenza agli Enti locali”; i Comuni assumono il ruolo di front-office in quanto “soggetti naturali di governo ed interlocutori primari nei rapporti fra cittadini e PA”; i Comuni e le Comunità Montane, per assolvere al meglio le nuove e più ampie responsabilità, si avvicinano al mondo delle nuove tecnologie in forma associata. Nello specifico, in Piemonte, l´affermazione del nuovo modello di sviluppo e gestione dei servizi delineato dai principi di e-government è favorita da alcune peculiarità:

  • la frammentazione del numero di Enti locali e la polverizzazione sul territorio come fattori di stimolo per l´efficienza di collegamenti e servizi di rete e per la promozione dell´associazionismo;
  • la vocazione tecnologica e la progettualità diffusa, condizioni indispensabili per la sperimentazione e la costruzione di infrastrutture e di servizi telematici innovativi;
  • l´esisteza di RuparPiemonte, intesa come infrastruttura per l´erogazione di servizi, strumento di cooperazione e luogo di incontro e confronto;
  • organizzazione in rete della PA locale, in raccordo con la PA centrale, grazie anche alla presenza del modello CSI (modello consortile, pubblico, che riesce a promuovere sinergie nella logica della costruzione del Sistema Piemonte per l´attuazione del decentramento attraverso l´uso delle tecnologie dell´informazione);
  • la presenza della “Conferenza Permanente Regione-Autonomie Locali”, quale organo di rappresentanza degli Enti locali piemontesi e tavolo per la concertazione dei processi di delega e di riforma federalista dello Stato;
  • l´esistenza di consolidati strumenti di lavoro quali i Piani di sviluppo del Sistema Informativo ai vari livelli territoriali.

I documenti tecnici e legislativi che completano il Piano dettagliano alcuni aspetti dell´e-government piemontese, sottolineando come ogni singolo Ente locale possa diventarne parte attiva allo scopo di “realizzare l´interoperabilità telematica, rendere possibile l´erogazione di servizi integrati di sportello ai cittadini e alle imprese rispondenti alla nuova visione e permettere l´accesso telematico alle informazioni e ai servizi di tutte le PA”.

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