Il Piano di azione piemontese parte dal presupposto che “la PA deve diventare fornitore di un cliente che si chiama cittadino o impresa. Di conseguenza, occorre progettare infrastrutture e servizi perché il livello di interazione migliori”.
I temi principali su cui si articola sono pertanto:
Con il trasferimento di funzioni e compiti amministrativi dal centro alle periferie, gli Enti territoriali sono infatti chiamati a raggiungere nuovi obiettivi. La Regione, elemento centrale della riforma dello Stato in senso federalista, “è chiamata a svolgere un ruolo di impulso e coordinamento nel ridisegno del sistema delle collettività locali”; “la Provincia, Ente locale intermedio tra Comune e Regione”, rappresenta “il riferimento in ambito territoriale di interessi finalizzati alla costruzione, diffusione, gestione e sostegno del nuovo sistema informativo a livello territoriale e svolge un ruolo di back-office e di assistenza agli Enti locali”; i Comuni assumono il ruolo di front-office in quanto “soggetti naturali di governo ed interlocutori primari nei rapporti fra cittadini e PA”; i Comuni e le Comunità Montane, per assolvere al meglio le nuove e più ampie responsabilità, si avvicinano al mondo delle nuove tecnologie in forma associata. Nello specifico, in Piemonte, l´affermazione del nuovo modello di sviluppo e gestione dei servizi delineato dai principi di e-government è favorita da alcune peculiarità:
I documenti tecnici e legislativi che completano il Piano dettagliano alcuni aspetti dell´e-government piemontese, sottolineando come ogni singolo Ente locale possa diventarne parte attiva allo scopo di “realizzare l´interoperabilità telematica, rendere possibile l´erogazione di servizi integrati di sportello ai cittadini e alle imprese rispondenti alla nuova visione e permettere l´accesso telematico alle informazioni e ai servizi di tutte le PA”.